Prenditi cura del Cuore

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Le patologie cardiovascolari rappresentano oggi un problema che colpisce il 30% della popolazione. Fattori genetici, stili di vita e patologie correlate compongono le premesse per i problemi cardiovascolari, spesso in assenza di sintomi, almeno nella prima fase della malattia vera e propria. La parola d’ordine per scongiurare l’insorgenza di queste patologie è: PREVENZIONE  

PREVIENI LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI: PRENDITI CURA DEL CUORE!

La prevenzione, la cura della malattie cardiovascolari e la salute del cuore e dei vasi sono al centro dei programmi sanitari sia a livello mondiale che nazionale poiché, purtroppo, queste patologie costituiscono ancora la prima causa di morte.

Esistono una serie di fattori, detti fattori di rischio cardiovascolare, che favoriscono lo sviluppo e le complicanze, aumentando, quindi, il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Se presenti in un soggetto esente da manifestazioni cliniche della malattia, predicono la probabilità di sviluppare tali malattie.

 I fattori di rischio sono stati identificati ed è stata dimostrata la reversibilità del rischio, pertanto la malattia cardiovascolare è oggi prevenibile.

Ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, fumo di sigaretta, diabete, obesità e inattività fisica sono i principali fattori che influenzano il rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari. Il rischio è continuo e aumenta con l’avanzare dell’età, pertanto non esiste un livello in cui il rischio è nullo. La maggioranza dei soggetti a rischio non sono riconosciuti o non sono trattati.

Vi  sono fattori di rischio non modificabili e quelli modificabili.
 

Non si possono modificare:

  • Età: il rischio di malattia cardiovascolare cresce con l’età.
  • Sesso: le donne fino alla menopausa sono più protette degli uomini, perché gli ormoni femminili svolgono un’azione protettiva sulle arterie.  
  • Familiarità: sono maggiormente a rischio coloro che hanno in famiglia genitori o parenti stretti con problemi coronarici. 

Si possono invece modificare con la giusta informazione, con l’aiuto di specialisti ma soprattutto con la volontà e la costanza, i seguenti fattori di rischio:

  • alimentazione scorretta
  • diabete mellito
  • dislipidemia (colesterolo alto) 
  • fumo
  • ipertensione arteriosa (pressione alta)
  • obesità
  • sedentarietà
  • stress

Esami di Controllo

Una condizione fondamentale per prevenire le malattie cardiovascolari è quella di "fotografare" lo stato di salute del cuore e dell’apparato cardiovascolare  attraverso una serie di esami diagnostico-strumentali.

Ognuno di questi esami da solo non può dare tutte le indicazioni necessarie, ma le informazioni ricavate da ciascun esame sono indispensabili per valutare il "grado di rischio cardiovascolare" di un paziente e programmare una terapia mirata.

1) Elettrocardiogramma – ECG Questo esame registra l’attività elettrica prodotta dal muscolo cardiaco durante la contrazione ed è indicato  soprattutto nei casi di disturbi del ritmo e di dolore toracico sospetto per infarto miocardico ed angina pectoris.

2) ECG sotto sforzo(fondamentale per discriminare la presenza di una eventuale patologia alle coronarie) Consiste nella registrazione dell’ECG durante l’esecuzione di uno sforzo fisico ad una cyclette (cicloergometro). Durante lo sforzo si possono evidenziare alterazioni che non sono presenti nell’ECG a riposo, soprattutto nei soggetti portatori di alterazioni coronariche asintomatiche: tali alterazioni sono frequenti nei soggetti con fattori di rischio coronarico (obesità, fumo, diabete mellito, ipertensione arteriosa, dislipidemia, familiarità per cardiopatia ischemica).

3) Ecocardiogramma con studio doppler ( importante per valutare la funzione contrattile del cuore ed eventuali patologie alle valvole cardiache, anche congenite) Questo esame sfrutta la proprietà degli ultrasuoni di attraversare i tessuti molli (rifrazione) e di ritornare verso la sorgente che li emette (riflessione): tutto ciò viene trasformato in immagine da uno speciale apparecchio (trasduttore) e quindi è possibile “vedere” il cuore in movimento. In tal modo si possono misurare le dimensioni delle cavità cardiache (atri e ventricoli) e lo spessore delle pareti, valutare il funzionamento delle valvole e del muscolo cardiaco (miocardio).

4) Holter Cardiaco ECG delle 24 ore per determinante la presenza di sospette aritmie  Con quest’esame (inventato da Holter alla fine degli anni ’50 e successivamente perfezionato dallo stesso Holter e da altri ricercatori) si registra l’ ECG per un periodo di tempo più o meno prolungato (in genere 24-48 ore) su di un nastro magnetico che scorre in un piccolo  registratore a batteria provvisto di orologio. Il registratore si applica all‘altezza della vita o su una spalla con l'aiuto di un cerotto ed è collegato ad alcuni elettrodi applicati sul torace. In tal modo l'attività cardiaca viene registrata durante le normali attività quotidiane svolte dal paziente e soprattutto  quando si presenta un disturbo (palpitazioni, dolore al torace e/o in altre parti del corpo, capogiro, dispnea, ecc), che il paziente annoterà sull’apposito diario indicando l’ora.  L’ ECG dinamico di Holter risulta utile essenzialmente nella rilevazione dei disturbi del ritmo, meno frequentemente nell’ individuazione di episodi di ischemia miocardica transitoria.         

5) Holter della pressione arteriosa delle 24 ore(per verificare se il paziente sia affetto da ipertensione arteriosa e debba quindi intraprendere una terapia antiipertensiva, ma anche per controllare la reale efficacia di una terapia già intrapresa).

6) Frequenti esami ematochimici per il controllo delle dislipidemie (colesterolo, colesterolo HDL e LDL , trigliceridi) e del diabete (gloicemia, Hb glicata) orientano alla giusta correzione degli stili di vita relativamente alle abitudini alimentari che alla necessaria attività fisica.